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Questo dipinto su muro è stato già oggetto di un articolo della compianta professoressa Domenica Terrusi, apparso sul periodico indipendente “Terra delle gravine” anno zero, numero zero, del marzo 1999.
Una profonda emozione suscita la scoperta casuale di una persistenza storica-artistica, anche se non si è in grado di valutarne il pregio effettivo.
Rappresentando, comunque, un segno e una testimonianza significativa del nostro passato, va indagato, storicizzato e reinserito nel contesto della sua originaria funzione”.
Noi soci dell’ Associazione “Amici delle gravine di Castellaneta“, impegnati nella valorizzazione di tutto quello che costituisce il nostro patrimonio storico – artistico e culturale, abbiamo accolto con entusiasmo questo accorato appello e abbiamo cercato di approfondire la conoscenza di questa opera d’arte finora rimasta anonima.
Innanzitutto essa è stata analizzata per stabilire la tecnica pittorica. Il dipinto murale è stato probabilmente realizzato ad affresco: sono visibili tratti più o meno ampi di sinopia, cioè una sottile linea rossa che agevola la definitiva realizzazione del disegno dell’ immagine.
Inspiegabilmente le corone sulla testa della Vergine e del Bambino sono appena visibili.
Per quanto riguarda la datazione, l’opera che oggi vediamo risale,
probabilmente al settecento, ma potrebbe darsi sia stata ridipinta su di un immagine precedente, magari seicentesca.
Poi si è passati all’attenta osservazione dell’immagine. L’esame ha dato un ottimo risultato è cioè la scoperta di due particolari inediti.
Il primo, a dire la verità appena visibile, è costituito da due fiorellini colorati di bianco e di blu a quattro petali, il cui gambo lungo e sottile, è tenuto tra il pollice e l’indice della mano sinistra del Bambino.
Solo dopo un attenta ricerca si è scoperto che si tratta di una pianta detta “Veronica“, popolarmente detta “occhi della Madonna” a seguito di una leggenda…
Ma per la nostra indagine, ciò che interessa è il significato del nome.
Infatti “Veronica” in greco significa ” io porto vittoria”. 
L’altro particolare è una coroncina, fatta con grani di colore nero, che pende sempre sulla mano sinistra del Bambino e che la Madonna accoglie nel suo palmo aperto.
Questi due elementi che apparentemente sembrano non avere alcun collegamento, sono invece in intima connessione.
Infatti la memoria liturgica della Madonna del Rosario trae origine da quella della ” Beata Vergine Maria della Vittoria “, istituita dal Papa domenicano Pio V (1566-1572) in seguito alla vittoria conseguita nel golfo di Lepanto, dall’ armata navale cristiana, il 7ottobre 1571, contro l’armata turca, malgrado quest’ultima disponesse di una flotta più consistente.
Su sollecitazione del Papa, si costituì fra le nazioni cristiane una Lega, così tutti i cristiani rivolsero preghiere alla Beata Vergine Maria recitando il rosario.
Le preghiere in effetti furono esaudire, giacché l’armata Cristiana riportò una insperata vittoria che segnò il declino dell’ Impero ottomano.
Pio V nel 1572 in segno d’immensa gratitudine, istitui una giornata commemorativa in onore della ” Beata Vergine della Vittoria” nella convinzione che la vittoria fosse dovuta al possente intervento della Madonna del Rosario chiamata anche ” “Auxilium Cristianorum“.
Il risultato degli studi fatti è stato così entusiasmante ed inedito che ha confermato nuovamente l’antico legame tra i Castellanetani e la 
devozione alla Madonna. Di quanto accertato è stata indetta una conferenza dal titolo: “il Culto Mariano nel Centro Storico di
Castellaneta”, tenutasi domenica 7 ottobre 2018 alle 20.30 nella chiesa di San Domenico a Castellaneta su gentile concessione del parroco Don Giuseppe Ciaurro. Prestigiosi Relatori hanno illustrato gli studi fatti: la professoressa Maria Carla Cassone storica locale e fondatrice del gruppo Saas Enrico Mastrobuono, la dottoressa Viviana Nardò restauratrice e
l’archeologo dottor Domenico Caragnano, direttore del museo del territorio di Palagianello.Di seguito il video della serata.
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