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Proprio leggendo il libro di Mons. Donato COLAFEMMINA, dal titolo “CASTELLANETA nei manoscritti del Prof. Nicola D’ALAGNI” è partita questa Grande Avventura, stiamo parlando della Citta’ Sotterranea.
Si, una città dalle origini antichissime sepolta nel mistero di una realtà che da millenni giace nel più assoluto silenzio. Da circa due anni quelle leggende che sin da piccoli ci parlavano di un centro storico basato su una fitta rete di camminamenti sotterranei, hanno iniziato ha prendere vita, quella città definita morta oggi sta tornando alla luce. Un sottosuolo prevalentemente tufaceo, cosparso quasi interamente di sotterranei naturali, in alcuni tratti fino al margine della gravina. Tante le domande che ci poniamo e che ci pongono ogni qual volta entriamo all’interno di questi angoli di vita sotterranea.
Sabato pomeriggio 10 Febbraio siamo stati felici di ospitare il Presidente del Museo del Territorio di Palagianello, l’Archeologo Domenico CARAGNANO:        
“Cari amici del Museo del Territorio,
sabato 10 febbraio, grazie agli amici dell’associazione Amici delle Gravine di Castellaneta, ho visitato il centro storico di Castellaneta, con la sua struttura urbanistica ben organizzata con strade, scalinate, case popolari e padronali, chiese e monasteri.
Ad un tratto hanno voluto farmi una sorpresa e si sono aperte delle porte, hanno preso dagli zaini dei caschi da speleo e pian piano siamo scesi nel ventre del centro storico.
Che meraviglia, le luci hanno iniziato ad illuminare una architettura “rupestre”, che mi ha ricordato quella dei villaggi ancora abitati della Cappadocia in Turchia.
Ci siamo immersi in una stratificazione millenaria.
Abbiamo visto camminamenti, cisterne per l’acqua, fovee per la conservazione del frumento, antichi trappeti con le grandi macine e poi, magazzini e neviere.
Esiste una Castellaneta sotterranea che ha bisogno di essere valorizzata, salvaguardata e studiata, per questo vi chiedo aiuto e collaborazione.
Agli amici rupestrologi chiedo sostegno per avviare delle campagne di studio.
Grazie di cuore.”  – Domenico Caragnano                       
“Grazie Prof. Caragnano. Il Colle Archinto dove è stata edificata la nostra città, ha ancora una parte di storia da raccontare, una storia che grazie alla vostra collaborazione potremo finalmente scrivere. Siamo all’inizio di un grande viaggio, sono tanti i camminamenti, le caverne inesplorate, ma noi non molliamo, grazie a gli amici del Gruppo Gasp-Cai nella persona dello Speleologo Vito Lippolis, andiamo avanti consapevoli oggi piu’ di ieri di aver un “patrimonio rupestre” inesplorato.” – Rocco Colamonico 
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